MICHELE CANNAO’ di Marco Dentici  (dal catalogo PASSIONE E INCANTO)                          

Le opere di Cannaò dialogano con chi osserva, con chi per fortuna non ha ancora smarrito il senso del confronto, dell’assenso o del dissenso.  E’ ciò gli viene dal rapporto con il teatro. La sua pittura è fondamentalmente dialogica, per niente sognante e sognatrice. La sua pittura è progetto, confronto, dialettica, provocazione.

” … l’artista è una sorta di idiota che ha però il dono di scorgere ciò che gli altri non riescono a vedere”. Marco Bellocchio fa dire ad un personaggio di un suo film: tutti noi che ci pregiamo di essere artisti, dovremmo preservare questa qualifica (magari si potesse estendere tale “idiozia” al mondo intero!).

Odisseo e Cristo, simboli estremi, codici universali dell’affermazione. Entrambi visti in movimento, “fotografati” in cammino, un’istantanea dopo l’altra a documentarne forza e debolezza, coraggio indomito e gesto surreale. E, intrecciati alla variegata e tumultuosa gamma dei loro stati d’animo, i luoghi del “viaggio”. Luoghi che diventano forme, campiture cromatiche, definite da segni vibranti e insistiti, come possono esserlo i segni che delineano le bocche del mistero, il nero delle voragini e i blocchi dell’ignoto.

Le prue del legno di Odisseo non sono parti navali ma lance acuminate dell’indagine puntate oltre la curva del mondo e, talvolta, verso piccole anse promettenti  quiete e riparo. A volte, sono falli eretti in cerca di carne, bompressi protési sul mare feroce, incuranti dell’urlo dei venti e delle fauci spalancate dei mostri che oscurano gli abissi di orrore guizzando a pelo d’acqua in attesa del naufrago. Nulla possono nemmeno le sirene con i loro canti arricciati sui cieli di pietra. Ciò che li sospinge è la voglia indomita di volersi placare assieme all’anima del leggendario semidio solo nell’amore condiviso. Perciò si affidano alla luna  che guizza sorniona dalle vele gonfie al cielo della notte; si fidano di lei. Odisseo naviga nel verde smeraldo, nell’azzurro turchese, negli aranci e nel blu. Strade impervie nell’Ellade planetaria per arrivare alla vulva regale!...